
“Ero sempre fattissimo”. Non lascia spazio a interpretazioni il verso che apre Morire, uno dei brani più intensi di Non guardare giù, il nuovo album di Tredici Pietro, in uscita il 4 aprile 2025. Un disco che segna una svolta nella carriera del rapper bolognese, all’anagrafe Pietro Morandi, figlio del celebre Gianni Morandi. Se nel 2018, con il suo esordio Pizza e fichi, voleva prendere le distanze dall’ingombrante cognome paterno, oggi sembra aver fatto pace non solo con il suo nome, ma anche con i fantasmi del passato. Le sue nuove tracce raccontano, senza filtri, un periodo difficile segnato dall’abuso di sostanze e da un profondo senso di smarrimento.
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Un viaggio che nessuno sa
Un’ombra pesante, un cognome ingombrante, una battaglia interiore di cui nessuno, nemmeno il padre, era a conoscenza. Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro, ha deciso di raccontarsi come mai prima d’ora, rivelando un periodo oscuro della sua vita di cui neanche Gianni Morandi e sua madre, Anna Dan, erano al corrente. Nel disco, che arriva a tre anni di distanza da Solito posto, soliti guai, Tredici Pietro mescola rap, soul e R&B per dare voce a un percorso personale turbolento. La sua crisi più profonda è esplosa dopo il trasferimento a Milano, lasciando Bologna per inseguire non solo la musica, ma anche una relazione sentimentale. Ma qualcosa è andato storto.
“Sopra Milano c’è solo il cielo grigio / perché veramente è la città dei cattivi / e veramente mi sentivo smarrito”, canta in Morire. La fine di una relazione e la pressione dell’ambiente musicale meneghino, dove apparire è spesso più importante dell’essere, lo hanno trascinato in un vortice di comportamenti autolesionistici e abuso di farmaci. “Non la cocaina, che in realtà non mi ha mai attratto”, precisa. “Ma un mischione di sostanze di cui non voglio parlare”.
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