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Putin rischia un mandato di arresto per crimini di guerra? Ecco come stanno le cose

Dopo ben sedici giorni di combattimenti non si riesce ancora a trovare una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina, iniziata il 24 Febbraio 2022 con l’invasione russa. Continuano i bombardamenti: colpita Dnipro e alcuni aeroporti nelle città dell’Ucraina occidentale. Il convoglio russo che si dirigeva verso Kiev si è disperso: segno che l’attacco alla città è in arrivo. Il vertice di Antalya in Turchia tra il ministro degli esteri russo Lavrov e l’omologo Kulev non ha dato risultati e nel frattempo moltissimi civili stanno perdendo la vita. In questi giorni ci si interroga anche su un concetto che spesso abbiamo sentito all’interno dei libri di scuola. “Quando si può parlare di crimini di guerra?” La risposta arriva da Marina Mancini, docente alla Luiss di diritto internazionale penale. (Continua a leggere dopo la foto)

Putin rischia un mandato di arresto per crimini di guerra? Ecco come stanno le cose

In questi giorni molti si stanno chiedendo se Putin, dopo l’attaccato all’ospedale di Mariupol, possa essere accusato di crimi di guerra. Da una parte c’è l’Ucraina che sostiene che l’ospedale era pieno di civili, dall’altra parte la Russia che ritiene che all’interno della struttura ci fossero delle forze militari nemiche. Dove sta la verità? Quando si può davvero parlare di crimini di guerra? Marina Mancini, docente di Diritto internazionale penale alla Luiss, come riportato da Il Giornale, ha dichiarato: «I crimini di guerra sono violazioni gravi delle norme internazionali che riguardano la conduzione delle ostilità e la protezione delle vittime, norme alle quali i belligeranti devono attenersi. Una, fondamentale, prevede che non possano essere attaccati popolazione civile e beni civili. L’attacco deliberato, intenzionale, contro la popolazione e i civili è un crimine di guerra».

Poi la docente, davanti all’affermazione “Mosca sostiene che l’ospedale fosse una base dei miliziani nazionalisti ucraini”, ha commentato: «Questo potrà essere accertato in fase di processo. Ma quand’anche, nelle vicinanze dell’ospedale, l’obiettivo russo fosse stato militare, quell’attacco è vietato se si accerta che il comandante era consapevole che non sarebbe stato rispettato il principio di proporzionalità tra vantaggio militare e danni collaterali. Il comandante che lo ordina commette un crimine di guerra». Un eventuale processo nei confronti di Putin a cosa porterebbe? La Mancini ha risposto: «A una condanna o a un mandato d’arresto per crimini di guerra. Ma per lo svolgimento del processo davanti alla Corte è necessaria la presenza dell’imputato. Molto dipenderà dall’evoluzione del conflitto e da un eventuale cambio di regime in Russia. […] Putin è ben saldo al potere. Se dovesse perderlo, il nuovo governo potrebbe assicurarlo alla giustizia internazionale. È difficile che accada […]».(Continua a leggere dopo la foto)

Il famoso Processo di Norimberga

Che dire? Quando si parla di “crimi di guerra” è praticamente impossibile non pensare al famoso Processo di Norimberga contro i nazisti, svoltosi dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946. Esso fu denominato Processo dei principali criminali di guerra e nel suo svolgimento il Tribunale militare internazionale (IMT) giudicò ventiquattro dei più importanti capi nazisti catturati o ancora ritenuti in vita. Nella successiva Conferenza di Teheran, dal 28 novembre al 1º dicembre dello stesso anno, venne esteso il concetto di crimine nazionale a un più ampio livello e superato il concetto della punibilità nazionale. Putin, dopo 76 anni, rischia davvero un Processo di Norimberga 2? Se il conflitto dovesse procedere su questa linea i presupposti ci sarebbero tutti.

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