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Caso Saman Abbas, le somiglianze con Yara Gambirasio: cosa hanno scoperto

L’esperta criminologa Roberta Bruzzone ha spiegato alcuni dettagli sul caso di Saman Abbas e, in particolare, si soffermata a spiegare l’importanza degli abiti che indossava la vittima. La sera del 30 aprile 2021 Saman Abbas, 18enne di origini pakistane, è scomparsa da Novellara, paesino situato tra le campagne di Reggio Emilia. A lanciare l’allarme è Saqib Ayub il fidanzato che il giorno dopo, non ricevendo più notizie dalla giovane, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. I militari scoprono che Saman, ancora minorenne, aveva dei problemi con i genitori, che volevano costringerla a un matrimonio combinato con un cugino in Pakistan e subito sospettano che si tratti di un omicidio più che di un allontanamento volontario, come hanno dichiarato i familiari. Il corpo della ragazza è stato ritrovato una settimana fa a 700 metri dalla casa dove abitava. Ora le analisi forensi metteranno in chiaro finalmente cosa è successo un anno fa alla povera ragazza. La morte di Saman, secondo la Bruzzone, presenta delle somiglianze con il caso di Yara Gambirasio. Come sono collegati i due delitti?

Saman Abbas, l’importanza degli abiti che indossava

Il cadavere di Saman è stato ritrovato più di un anno dopo la sua scomparsa in un casolare abbandonato a meno di un chilometro di distanza dalla casa della famiglia Abbas. Ora solo il test del Dna potrà confermare che quel corpo appartenga proprio a Saman. Ma il cadavere trovato un anno e mezzo dopo il presunto delitto basterà a ricostruire la vicenda di quella notte del 30 aprile 2021? A questa domanda ha risposto Roberta Bruzzone, criminologa che segue il caso, durante un’intervista a Il Resto del Carlino.

“Dal punto di vista forense ci sono ampi margini per ottenere risposte affidabili. Nonostante il tempo trascorso importante, ma non così ampio da determinare una dispersione d’informazioni, se la morte è di matrice asfittica o da taglio con corpi contudenti, si è in grado di averne riscontro”. Poi la criminologa ha fatto un paragone con un altro caso che ha tenuto gli italiani con il fiato sospeso. “Credo sia un altro l’aspetto determinante. Gli abiti che aveva ancora addosso potrebbero riservarci informazioni fondamentali. Ricordiamo il caso Yara, a distanza di tre mesi i suoi indumenti fornirono tracce determinanti”.

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Saman Abbas, gli abiti una prova determinante

Le novità sul caso di Saman Abbas: il commento della criminologa

Il fratello di Saman, che sa tutti gli orribili segreti della famiglia Abbas, aveva confidato che la ragazza è stata uccisa per strangolamento. Se così fosse, ciò è ancora dimostrabile, secondo la criminologa. “Se, come credo, gli organi del collo sono ancora sufficientemente integri, è possibile evidenziare lo strangolamento nella zona dello scudo tiroideo e dell’osso ioide”, ha spiegato.

Per fortuna che lo zio, indagato nell’omicidio di Saman, ha indicato agli investigatori il luogo di ritrovamento del cadavere. “Ha parlato dopo l’arresto di Shabbar, il padre di Saman. Col ritrovamento del corpo, il Pakistan – nonostante non ci siano accordi bilaterali con l’Italia – difficilmente negherà l’estradizione. Siccome continua a dire che la figlia sia viva e in giro per il mondo, lo zio non voleva pagare da solo”. Quindi lo zio Danish ha confessato il luogo in cui hanno messo il corpo di Saman. “Sarebbe stato impossibile (ritrovarlo) anche perché le ricerche non sarebbero tornate in quell’area. I cani non avrebbero potuto fiutarlo. L’unico strumento era il georadar, ma non mi risulta sia stato spostato il frigo che nascondeva la fossa”.

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