Atelier Emé
“Una fiaba che ha inizio nel 1961, nel suggestivo scenario di Castiglione delle Stiviere (MN). Nel 2015, il marchio intraprende un nuovo capitolo della sua avventura, accogliendo l’abbraccio del Gruppo Oniverse. Da quel momento la fusione tra il savoir faire del marchio e la visione imprenditoriale innovativa del Gruppo dà vita ad una nuova era per l’azienda.” L’ncipit sul sito ufficiale del brand. Proprietario di Sandro Veronesi dal 2014, Atelier Emé è proprietaria di 8 marchi legati all’abbigliamento e non solo: Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Atelier Emé, Antonio Marras, ma anche Signorvino (vini italiani) e Cantiere del Pardo (yacht di lusso). Esistono oltre 5000 punti vendita in 55 Stati. Molti gli influencer, attori o personaggi di spicco che hanno pubblicizzato il marchio: Gisele Bündchen, Sara Sampaio, Julia Roberts, Jennifer Lopez, Sarah Jessica Parker, Adriana Lima. Hanno collaborato anche Emma, Annalisa, Melissa Satta, Federica Nargi, Elisabetta Canalis e dulcis in fundo Chiara Ferragni. (continua dopo la foto)
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La pubblicità paga
Quindi ciò che hanno in comune queste tre spose è la scelta di affidarsi ad Atelier Emé per percorrere la navata e pronunciare il loro “Sì”. Diletta Leotta ne ha scelti ben 4 di abiti. Fra l’altro la conduttrice sportiva è anche testimonial di Intimissimi Uomo, che fa parte dello stesso gruppo del marchio bridal. Cecilia Rodriguez ha puntato su tre outfit: due con schiena nuda e uno con maxi spacco. Cambio look anche per Simona Ventura, che ha stupito tutti coi pantaloni per poi sfoggiare un abito più tradizionale durante la festa serale.
Come loro, appena pochi giorni fa, Carlotta Perego, la fondatrice di Cucina Botanica, passata da un look tradizionale a uno più sbarazzino. Prima di tutte loro si è affidata al marchio anche Francesca Ferragni, nel giorno del sì: abiti firmati Atelier Emé sia per lei che per le damigelle. Tutte loro, nelle foto condivise sui social spicca lo stesso hashtag: #adv che sta per “advertising”. Ciò vuol dire che questi post sono pubblicità vera e propria e chi li realizza è stato pagato per la loro realizzazione.